Segni e Impronta

ritagli di giornale

programma convegno 14,15 "Il bambino dei 100 linguaggi" Donatella Ciammola

ore 14,15 ” Il bambino dai cento linguaggi” relatore Donatella Ciammola – Segni e Impronta

 

Un approccio innovativo per la ricerca e costruzione del proprio percorso lavorativo Il coaching finalizzato alla ricerca del lavoro. Come affrontare la ricerca del lavoro partendo dalle proprie risorse personali e motivazionali. Dott.sa Donatella Ciammola Counsellor

Un nuovo appuntamento con i laboratori creativi destinati ai bambini al Centro Commerciale Il Gabbiano di Savona dedicato alla Pasqua.

Sabato 30 marzo dalle 15 alle 19 verrà allestita la galleria del centro per il laboratorio creativo ideato da Segni e Impronta; tutti i bambini potranno divertirsi realizzando decorazioni diverse con materiali misti intorno al grande uovo di cioccolato di 30 kg.

Al termine del laboratorio tutti i piccoli creativi potranno assistere alla rottura del grande uovo e fare merenda con il cioccolato offerto dall’Ipercoop.

 

La carta realizzata con gli scarti di kiwi e caffè

Rudi Bressa Sempre più ecologica, oggi la carta viene realizzata anche con gli scarti agro-alimentari. Ecco allora che kiwi, mais e caffè danno vita a carte dalle caratteristiche e dalle tonalità uniche. L’idea è tutta italiana. Si chiama Crush, la nuova carta pensata e realizzata dall’italianissima Favini, storica azienda che opera sul mercato della produzione di carta e nel settore delle carte industriali con due stabilimenti, uno a Vicenza e l’altro a Verbania. Realizzata per il 15% con i sottoprodotti di mais, agrumi, kiwi, olive, mandorle, nocciole e caffè, la carta è stata sperimentata e studiata per il mondo del packaging. La cellulosa impiegata per realizzare il prodotto proviene per il 30% inoltre da cellulosa riciclata, mentre il resto è comunque certificato FSC, ovvero proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile ed è sbiancata senza l’utilizzo di cloro (ECF). L’energia impiegata in azienda è 100% rinnovabile e autoprodotta. Source: Uploaded by user via Rudi on Pinterest Insomma una carta ecologica e dalle caratteristiche uniche, anche tattili, tant’è che sono visibili gli stessi residui organici nella trama. Una carta unica, che è stata premiata come “soluzione più innovativa di packaging ecologico” al Luxe Pack in Green Award, tenutosi a Monaco lo scorso anno. Source: Uploaded by user via Rudi on Pinterest L’azienda non è nuova a queste iniziative: da anni impiega le proprie risorse nella ricerca e nello sviluppo di materiali alternativi ed ecologici per la realizzazione dei propri prodotti. Ne è un esempio la Shiro Alga, la prima carta al mondo realizzata a partire dalla cellulosa delle alghe in eccesso raccolte nella laguna di Venezia. Il progetto piace anche all’estero, tanto che Favini si sta rivolgendo alle coste bretoni per la raccolta delle alghe in eccesso, viste le difficoltà burocratiche riscontrate ultimamente nel nostro paese. Dopo che anche il colosso della carta indonesiano, l’Asia Pulp and Paper, ha annunciato di voler fermare la deforestazione in Indonesia e di contribuire a proteggere gli habitat dell’isola, da oggi le foreste hanno un motivo in più per respirare aria di cambiamento, perché le alternative ci sono.

lifegate 12- 03-13

Proseguono gli appuntamenti dedicati ai bambini al Centro Commerciale Il Gabbiano di Savona dal titolo “Creare Riciclando”.

Dopo le streghe di Halloween, la letterina per Babbo Natale e la calza della Befana, l’associazione Segni e Impronta propone il laboratorio “costruiamo insieme la tua maschera di carnevale riciclando”.

Martedì 12 febbraio dalle ore 15 alle ore 19 i volontari dell’associazione organizzeranno nella galleria del centro commerciale il laboratorio ludico ricreativo dedicato ai bambini e ad une delle feste più sentite dai più piccoli, il carnevale.

L’obiettivo del laboratorio, oltre al divertimento, è quello di promuovere  la stimolazione sensoriale e l’intelligenza emotiva con percorsi artistico/manuali che portino ad uno sviluppo della capacità di creare e fare arte in diverse espressioni.

Sensibilizzare inoltre alla crescita consapevole delle nuove generazioni insegnando loro l’arte del riciclo, buona parte del materiale utilizzato è infatti ottenuto da scarti di lavorazione e raccolta differenziata.

Vi aspettiamo.

Sabato 8 e domenica 9 dicembre dalle ore 15 alle ore 19 presso la galleria del Centro Commerciale Il Gabbiano di Savona si terrà il laboratorio creativo “Il biglietto dei desideri”
A cura dell’associazione Segni e Impronta in collaborazione con il Centro Commerciale ed Ipercoop, il laboratorio è dedicato a tutti i bambini che vorranno costruire e scrivere la lettera a Babbo Natale. Utilizzando principalmente materiale di riciclo, i bambini potranno costriture la loro lettera dei desideri aiutati dagli operatori di Segni e Impronta che metteranno a disposizione la loro esperienza per realizzare una letterina che Babbo Natale vorrà certamente leggere.

Circa 2-4 settimane prima

Numero e scelta degli invitati

Stabilire i presupposti generali e scrivere gli inviti:

Più cresce l’età del bambino più sono gli ospiti che possono essere invitati. In caso contrario sarete presto travolti dalla festa. Vale la seguente regola empirica: gli invitati sono tanti quanti gli anni del bambino.

La differenza di età tra gli invitati non dovrebbe essere troppo elevata.

Motto del Party?

Le feste a tema sono di gran moda! Per scegliere un tema adatto ci si può ispirare alle passioni del festeggiato.

Realizzazione dei biglietti d’invito

Una volta chiarite queste questioni ci si può occupare del recupero del materiale necessario per i biglietti d’invito e delle decorazioni.

È inoltre possibile ordinare gli inviti già pronti dove potrete inserire le seguenti informazioni: chi invita? chi è il destinatario dell’invito? dove e quando si svolge il party? indicazioni e informazioni sul parcheggio, numeri di telefono e altre informazioni di contatto, durata approssimativa ed eventuali particolarità se si desidera comunicare che si deve portare qualcosa, la conferma all’invito entro una certa data. Se la festa è a tema nell’invito dovrebbe essere indicato il motto del party.
Fotografare

Fotografie o riprese video della festa di compleanno possono far rivivere il bellissimo ricordo anche dopo anni. Forse nella cerchia delle vostre conoscenze c’è un volontario che si offre di fare il reporter? In caso contrario, cercate voi stessi di catturare un paio di momenti belli e divertenti. Queste immagini sono particolarmente interessanti anche dopo tanto tempo, e soprattutto sono divertenti.
Circa 1-2 settimane prima

Ora si entra nella fase di pianificazione concreta

Conferma degli invitati

Se vi manca ancora la risposta all’invito da parte di uno o dell’altro invitato, è meglio attivarsi e chiedere, invece di aspettare. In tal modo ci si può organizzare meglio ed invitare eventualmente altri ospiti. È meglio annotare anche i numeri di telefono dei genitori e le particolarità come le abitudini alimentari, allergie ecc.

Preparazione dei giochi e dei materiali

Sapete già come intrattenere i bambini? I tipici giochi di compleanno come “la pentolaccia” e “Acqua – Fuoco – Fuochino” riscuotono sempre molto successo. Un’attività manuale comune stimola ulteriormente la creatività e l’abilità dei bambini. Alcuni giochi richiedono utensili speciali o materiali come bende per gli occhi, dadi, premi per i vincitori e premi di consolazione, che devono essere organizzati in tempo.

Cibi e bevande

A questo punto è opportuno stabilire che cosa ci sarà da mangiare. Chi pianifica con anticipo è in grado di affrontare i preparativi in modo rilassato. Cosa può essere acquistato in anticipo e cosa deve essere fresco? Ci sono bevande a sufficienza in casa? Verificare per tempo allergie o preferenze alimentari ( es. dolce o salato).

Il giorno prima della festa di compleanno

Tutte le cose che possono essere fatte in anticipo dovrebbero essere preparate. Così il grande giorno è più rilassante sia per gli adulti che per i bambini.

 

Preparazione dei dolci

Come torte di compleanno sono particolarmente buone le torte secche, perché possono essere decorate facilmente e mangiate senza problemi. Ai piccoli piacciono molto i muffin decorati e colorati o le torte realizzate con stampi speciali.

Cercate, nell’interesse dei bambini, di conciliare la parte decorativa dei dolci con il valore alimentare, utilizzate il più possibile alimenti sani leggeri e nutrienti.

 

Preparazione e decorazione del locale

Il tavolo del buffet può essere sia bella che pratica. Tovaglie di carta tinta unita da decorare o già decorate con piatti, bicchieri e posate in plastica coordinate servono per creare la giusta atmosfera, consigliata in alternativa la tovaglia lavabile da decorare  o a fantasia; non dimenticate allegri segnaposti e  cannucce colorate. Palloncini, lampioncini e ghirlande  per decorare tutto l’ambiente, pannello di benvenuto, indicazioni della festa.
Se la festa è a tema è essenziale che la decorazione sia adeguata per ricreare l’atmosfera del tema.

 

Quando arriva il gran giorno

Accoglienza dei bambini

Finalmente è fatta: i primi giovani ospiti sono davanti alla porta. Prima di congedare i genitori dai loro figli, in qualità di responsabili dei minori, dovreste farvi lasciare il numero di telefono dei genitori per le emergenze. Si dovrebbero chiedere, almeno in questo momento, informazioni su allergie o simili. Quando tutti gli ospiti sono arrivati, può essere utile un gioco introduttivo per conoscersi, per rompere il ghiaccio tra i bambini che ancora non si conoscono.

Giochi

Pianificate molti giochi diversi, in modo da poter rispondere in maniera flessibile a ciò che piace ai bambini. Assicuratevi che a vincere le partite non siano sempre gli stessi bambini, ma che ognuno sia vincitore. Oltre a motivare i bambini con piccoli premi o coppe e medaglie realizzate da voi elogiate i ragazzi – tutti devono divertirsi.
A volte capita che un bambino non abbia voglia di giocare con gli altri, in questo caso non si dovrebbe mai forzare il bambino a giocare insieme. Alcuni bambini preferiscono prima guardare e poi ad un certo punto desiderano unirsi ai giochi.

 

Bricolage

Se nel vostro programma avete previsto un laboratorio artistico, prestate attenzione che i tempi non siano forzati e che i bambini non vengano travolti dai tempi troppo ristretti. Non sono quindi adatti progetti troppo vasti, perché l’attenzione dei bambini diminuisce velocemente.
Se alla fine i bambini possono portare a casa qualcosa di finito, avranno un bel ricordo di una splendida giornata.

Regalini per gli ospiti

Un piccolo sacchettino con leccornie o un altro piccolo regalino che i bambini possono portare a casa alla fine della festa prolunga il bel ricordo. Se avete realizzato qualcosa con i bambini, naturalmente possono tenere la propria opera d’arte come un souvenir personale.

Halloween a Savona Ipercoop “Il Gabbiano” Mercoledì 31 dalle 14,00 alle 19,00 laboratorio creativo per bambini.

Spettacolo di solidarietà a favore della Consulta del Volontariato di Finale Ligure

Chiostri di Santa  Caterina di Finalborgo ore 21,00

Ingresso a offerta libera.

Cari Amici,

finalmente siamo lieti di invitarvi al
VEGANA REPUBLIC
29 Luglio 2011, dalle ore 18.00 alle ore 24.00
Una serata per aprire gli orizzonti.

Presso il Circolo ‘Artisi’ di Savona. Salita S.Giacomo,9.

Dalle 18.00 alle 19.30. Laboratori di calcografia e arte-riciclo per grandi e piccini con l’Artista Elena Frontero e L’Associazione ‘Segnieimpronta’.
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Ciclofficina di strada. Micro-corso di ciclomanutenzione 
dalle ore 18.00 alle 19.00.
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Dalle 19.30. Cibo 100% bio-vegan: rosticcini di seitan, seitan kebab, spiedini,  tortini, quiches, tortillas e fantastici dolci.
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Ore 20.00. Spettacolo: “Enobrakadabra. Elogio del carbone (e altre storielle vegan)”, Compagnia Teatrale ‘veganierranti’
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Dalle 21.30: Musica dal vivo in improvvisazione con gli ‘A Brigà’ e ‘Pulin and the Little Mice’
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e dalle 22.30 DJset
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Banchetti informativi sulla Cultura Vegan e sulle realtà territoriali che collaborano per un avvenire sostenibile e molto altro….

Animali domestici_100x140web1

Nove punte chiuse in un cerchio e collegate tra loro a formare una stella, questo il simbolo dell’Enneagramma, un antico strumento di autoconoscenza e crescita spirituale sempre più usato nella psicologia contemporanea. 

Nato in Persia più di duemila anni fa, come percorso iniziatico dei maestri Sufi, l’Enneagramma – una stella a nove punte inscritta in un cerchio – è giunto a noi attraverso molte vicissitudini. Dapprima tramandato oralmente, negli anni venti, è stato portato in Europa da Georg Ivanovich Gurdjieff per poi assumere le valenze psicologiche, che ne fanno oggi uno strumento di conoscenza e cambiamento, con gli studi di Oscar Ichazo negli Stati Uniti e, infine, con lo psichiatra Claudio Naranjo, che ne ha permesso la sua diffusione anche in Italia.

Con l’Enneagramma possiamo conoscere le nostre principali caratteristiche e rigidità. Ai nove punti corrispondono nove tipologie, nessuno è migliore o peggiore e quel che conta è che ogni numero ha bisogno di tutti gli altri per potersi realizzare pienamente.

Ecco qualche spunto per iniziare a conosce i “doni” e le “trappole” delle nove tipologie:

Al numero Uno corrisponde “l’idealista”, colui che agisce in virtù dei suoi principi. La giustizia è al primo posto accanto ad un’estrema ricerca di perfezione che, inevitabilmente, lo porta a vivere perennemente insoddisfatto.

Il Due, chiamato “l’aiutante”, è chi desidera rendersi utile agli altri nascondendo un profondo bisogno di gratitudine e apprezzamento, l’orgoglio è il “peccato” a cui si piega e il freno alla sua evoluzione.

Il Tre è l'”organizzatore”, assertivo e ambizioso, impegnato com’è nel pianificare la propria e altrui vita, dimentica spesso di avere un cuore.

Il “dono” del Quattro è, invece, la creatività. Ama e ricerca il bello, ma poiché la bellezza è un sogno, soffre spesso di malinconia.

Il Cinque, detto il “pensatore”, si fida solo della scienza e conoscenza, il rischio è che, ritirandosi dal mondo, soffra di solitudine.

Il Sei è il “responsabile” del gruppo, può essere un ottimo collaboratore ma, frenato dal dubbio e dalla paura, può arrivare a impedirsi qualsiasi movimento.

Il Sette è l'”ottimista”, la ricerca del piacere è la sua linfa vitale, sa giocare e scherzare, la “trappola” sono gli imprevisti della vita a cui giunge spesso impreparato.

L’Otto è chiamato il “leader”, ma il timore di apparire debole lo può far diventare pre-potente.

Infine, il Nove è il numero della “mediazione”, la pace è l’ideale a cui aspira, il rischio è quello di soffocare i suoi i istinti.

Il lavoro di crescita personale consiste sia nel riconoscere quale tipologia è la più corrispondente a sé, in modo da conscersi meglio e utilizzare a pieno talenti e predisposizioni; sia nel riconoscere in sé la presenza di ogni diversa sfaccettatura, intesa come una potenzialità da sviluppare per il raggiungimento di un ottimale equilibrio, in cui siano presenti i diversi – pur se apparentemente contradditori – aspetti della molteplice personalità individuale umana.

Articolo di Gabriela De Anlis per Life Gate

In occasione della 1° edizione dell’European prisoners’ children week, l’associazione Bambinisenzasbarre organizza una mostra-evento di pittura, gioco e spettacolo per bambini e genitori. Dal 3 al 6 giugno a Milano.
La mostra verrà aperta al pubblico il 3 giugno prossimo presso l’Open Care, Via Piranesi 10, a Milano. Per l’occasione sarranno esposte le ‘opere d’arte’ disegnate dai bambini in visita nel carcere di Bollate e San Vittore. Sarà inoltre attivo un laboratorio di pittura e disegno per tutti i bambini che vorranno partecipare.

L’inaugurazione del 3 giugno, dalle 15 in poi, prevede un momento di incontro anche con i bambini del quartiere e delle altre zone di Milano, con il coinvolgimento di uno degli scrittori più impegnati nella letteratura infantile ovvero Roberto Piumini che proporrà il suo laboratorio interattivo “L’Acqua di Bumba”.

In Europa sono 820.000 i bambini che hanno almeno un genitore detenuto, di cui 75.000 solo in Italia. Per questo Ong come Bambinisenzasbarre, secondo quanto afferma la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia dell’Onu, si occupano del mantenimento della relazione tra figlio e genitore durante la detenzione di uno o di entrambi i genitori, della tutela del diritto del bambino alla continuità del legame affettivo e alla sensibilizzazione della rete istituzionale di riferimento e della società civile.

In tutta Europa saranno organizzati incontri ed eventi. Dalla Francia, dove verrà allestito uno spettacolo teatrale, all’Irlanda, che tratterà i casi di bambini con genitori detenuti risolti positivamente.

L’associazione sta inoltre svolgendo in Italia una ricerca sull'”Impatto della detenzione dei genitori sui figli”, con la collaborazione del Ministero di Giustizia e il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria della Lombardia.

Obiettivo della ricerca, coordinata dal Danish Insistute of Human Rights, è far emergere le buone pratiche e i punti deboli della situazione delle carceri in Europa, circa l’accoglienza dei bambini che entrano ogni giorno per incontrare il genitore detenuto, e le iniziative di formazione per il personale penitenziario.

 Articolo di Rudi Bressa tratto da www.lifegate.it

Oltre 30.000 studenti di tutt’Italia si sono improvvisati piccoli reporter e hanno raccontato a Green Cross il loro impegno per l’ambiente. 13 le scuole premiate tra le oltre 1.000 partecipanti. In giuria l’attrice Sascha Zacharias, il produttore cinematografico Claudio Bonivento, lo scenografo Francesco Graziosi e il giornalista verde Marco Gisotti.
Tempo di vacanze, tempo di premiazioni per i “giovani reporter” scelti tra gli oltre 30.000 studenti che, nello scorso anno scolastico hanno partecipato al Concorso Nazionale “Immagini per la Terra”.L’organizzazione ambientalista Green Cross Italia ha invitato bambini e ragazzi delle scuole di tutt’Italia a “immedesimarsi” nelle diverse professioni del mondo della comunicazione odierna. Il tema, svolto insieme ai loro insegnanti: raccontare lo stato del clima e dell’ambiente, rispondendo in modo soddisfacente all’appello lanciato dall’organizzazione ambientalista: “la Terra cambia, e noi?”.Primi premi e menzioni sono stati assegnati da una giuria composta da insegnanti, giornalisti, attori ed esperti di comunicazione ambientale, i quali, a partire dal 31 marzo, data di scadenza dell’invio dei lavori da parte degli istituti scolastici, si sono riuniti per la fase di valutazione degli elaborati. Tra i giurati l’attrice Sascha Zacharias, il produttore cinematografico e regista Claudio Bonivento, il grafico e scenografo Francesco Graziosi, il giornalista Marco Gisotti.I “giovani reporter del cambiamento climatico” hanno fatto i piccoli giornalisti, addetti stampa e inviati speciali, ma anche cantanti, compositori, attori, scenografi e pubblicitari. Quest’anno si sono distinte per numero di partecipanti le scuole primarie, tra cui primeggiano per merito quelle del Friuli Venezia Giulia e della Puglia. Tanti, inoltre, i lavori digitali, rispetto ai tradizionali invii in formato cartaceo. Il sito per la raccolta dei lavori è stato reso a Impatto Zero® da LifeGate.Le scuole partecipanti alla XVIII edizione si sono dimostrate sensibili alle tematiche ambientali anche promuovendo, all’interno dei percorsi educativi, conferenze aperte al pubblico, manifestazioni cittadine, laboratori per realizzare oggetti con materiale riciclato e la piantumazione di alberi nei giardini scolastici.”Un’adesione delle scuole italiane così cospicua ci dimostra che molti insegnanti sono dalla parte giusta – afferma Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia – e che c’è un grande impegno per educare gli studenti, fin dall’infanzia, ad avere un senso di responsabilità verso i problemi legati al cambiamento climatico e, in generale, all’ambiente. I lavori di quest’anno sono molto interessanti e i percorsi didattici sono validi, originali e stimolanti”.

Ecco le scuole vincitrici della XVIII edizione:Primo premio Scuole dell’Infanzia
– Scuola dell’Infanzia l’Albero Azzurro – Vasto (CH)
– Scuola dell’Infanzia Ortolani – Camerino (MC)Primo premio Scuole Primarie
– Scuola Primaria Silvio Pellico – Arzene (PN)
– Circolo Didattico Vanini – Taurisano (LE)
Menzione d’Onore
– Circolo Didattico Gela II – Gela (CL)
– Scuola Primaria De Gasperi – Piacenza (PC)Primo premio Scuole Secondarie di Primo Grado
– Scuola Media Aldo Moro – Gorlago (BG)
– Scuola Media Leonardo Da Vinci – San Marcellino (CE)
Menzione d’Onore
– Scuola Media Michelangelo – Bari (BA)Primo premio Scuole Secondarie di Secondo Grado
– Istituto Magistrale Caterina Percoto – Udine (UD)
– Istituto Nautico San Giorgio – Genova (GE)
Menzione d’Onore
– Istituto Superiore Enrico Mattei – San Lazzaro di Savena (BO)
– Istituto Magistrale Campanella – Lamezia Terme (CZ)
 
Queste scuole riceveranno un contributo di 1.000 euro per realizzare iniziative ambientali a livello locale.

Articolo tratto da www.lifegate.it

Per vedere la proposta di segni e impronta clicca qui

Il sesto senso? Superato. Il sesto senso e mezzo? Pure. Ogni neurologo sa bene che, oltre i cinque sensi classici, gli uomini e gli animali ne hanno molti di più. Alcuni arrivano a contarne dieci, altri fino a ventuno.

Il primo a elencare i cinque sensi che tutti conosciamo – vista, udito, gusto, olfatto, tatto – è stato Aristotele. Il quale aveva una straordinaria capacità di classificare gli elementi, ma anche di prendere sonore cantonate.
I giornalisti scientifici del programma QI della BBC John Lloyd e John Mitchinson scrivono che tra gli scienziati c’è oggi accordo su almeno altri cinque sensi fondamentali, con indicazioni alquanto precise anche sugli organi deputati alla loro attivazione.
Termocezione – il senso del calore (o del freddo) – avvertito attraverso la pelle.
Senso dell’equilibrio – le cavità piene di liquido dell’orecchio interno.
Nocicezione – la percezione del dolore – attraverso pelle, muscoli e articolazioni. Stranamente non il cervello. Il mal di testa non nasce nel cervello.
Propriocezione – la consapevolezza del corpo, la conoscenza automatico-inconscia di dove sono le nostre parti del corpo senza vederle né toccarle. Per esempio, chiudendo gli occhi e agitando un piede, continuiamo a sapere dove si trova in rapporto a noi.
Eros-cezione – la stima inconscia dell’appetibilità sessuale – esistono segnali chimici che non si “sentono” con l’olfatto bensì con un silente riconoscimento da parte del sistema ormonale.
Si possono classificare come “sensi” anche gli stimoli della fame e della sete, il senso della profondità (attraverso la visione binoculare, cioè con i due occhi) e della distanza (anche con le vertigini), la musicalità, la conoscenza simbolica e di significato, il senso del pericolo fino al tema più affascinante: la sinestesia, in cui s’aprono tutte le porte della percezione e tutti i sensi collidono, combinandosi per farci vedere la musica a colori, per farci arrivare all’orgasmo, all’estasi intellettuale e religiosa.
Ci sono alcuni sensi che gli animali hanno e noi no. Gli squali hanno un’acuta elettrocezione, che permette loro di percepire i campi elettrici. Uccelli e insetti hanno un sistema di navigazione che usa la magnetorecezione per l’orientamento. I pesci ricorrono all’ecolocalizzazione, il cui organo sensorio è la linea laterale, per avvertire gli spostamenti dell’acqua intorno a loro. Gufi e cervi hanno una visione a infrarossi.

Il sesto senso? Superato. Il sesto senso e mezzo? Pure. Ogni neurologo sa bene che, oltre i cinque sensi classici, gli uomini e gli animali ne hanno molti di più. Alcuni arrivano a contarne dieci, altri fino a ventuno.

Il primo a elencare i cinque sensi che tutti conosciamo – vista, udito, gusto, olfatto, tatto – è stato Aristotele. Il quale aveva una straordinaria capacità di classificare gli elementi, ma anche di prendere sonore cantonate.

I giornalisti scientifici del programma QI della BBC John Lloyd e John Mitchinson scrivono che tra gli scienziati c’è oggi accordo su almeno altri cinque sensi fondamentali, con indicazioni alquanto precise anche sugli organi deputati alla loro attivazione.

Termocezione – il senso del calore (o del freddo) – avvertito attraverso la pelle.

Senso dell’equilibrio – le cavità piene di liquido dell’orecchio interno.

Nocicezione – la percezione del dolore – attraverso pelle, muscoli e articolazioni. Stranamente non il cervello. Il mal di testa non nasce nel cervello.

Propriocezione – la consapevolezza del corpo, la conoscenza automatico-inconscia di dove sono le nostre parti del corpo senza vederle né toccarle. Per esempio, chiudendo gli occhi e agitando un piede, continuiamo a sapere dove si trova in rapporto a noi.

Eros-cezione – la stima inconscia dell’appetibilità sessuale – esistono segnali chimici che non si “sentono” con l’olfatto bensì con un silente riconoscimento da parte del sistema ormonale.

Si possono classificare come “sensi” anche gli stimoli della fame e della sete, il senso della profondità (attraverso la visione binoculare, cioè con i due occhi) e della distanza (anche con le vertigini), la musicalità, la conoscenza simbolica e di significato, il senso del pericolo fino al tema più affascinante: la sinestesia, in cui s’aprono tutte le porte della percezione e tutti i sensi collidono, combinandosi per farci vedere la musica a colori, per farci arrivare all’orgasmo, all’estasi intellettuale e religiosa.

Ci sono alcuni sensi che gli animali hanno e noi no. Gli squali hanno un’acuta elettrocezione, che permette loro di percepire i campi elettrici. Uccelli e insetti hanno un sistema di navigazione che usa la magnetorecezione per l’orientamento. I pesci ricorrono all’ecolocalizzazione, il cui organo sensorio è la linea laterale, per avvertire gli spostamenti dell’acqua intorno a loro. Gufi e cervi hanno una visione a infrarossi.

Articolo di Stefano Carnazzi tratto da www.lifegate.it

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Dall’intenzione alla realizzazione di un progetto ci sono diverse fasi da rispettare affinché un’idea si trasformi in azione. Conoscere le diverse tappe aiuta a riconoscere tutti i diversi momenti necessari e ad attivarsi di conseguenza.  
 
 Perché i progetti – grandi o piccoli che siano – non arrivano sempre a compimento? Il motivo non è sempre lo stesso, perché il processo dell’atto della volontà è composto da diverse fasi che vanno tutte superate per costruire quel ponte che fa da collegamento tra il volere e il potere, tra l’idea e la realizzazione.
Se non siamo pienamente soddisfatti delle nostre capacità realizzative, o se vogliamo migliorarle, conoscere l’esatto percorso ci aiuta a capire quale è, per noi – eventualmente -,  l’anello più debole della catena e come intervenire per rendere più efficace la nostra volontà.

Intenzione
Prima ancora di intraprendere una realizzazione, è di aiuto interrogarsi a fondo sui fini per cui si agisce, senza fermarsi alle risposte più logiche, ma interrogandosi anche su possibili motivazioni più recondite. In questo modo, se si sarà onesti con se stessi, si potrà usare la carica motivazionale proveniente da diversi livelli, convogliando quindi energia ed entusiasmo di diversi aspetti di sé in una unica direzione.

Deliberazione
E’ la fase della valutazione degli obiettivi, delle possibilità, delle implicazioni, delle conseguenze. Qui convergono intuizione, consultazione con gli altri e analisi della situazione, per rassicurarsi, a tutti i livelli, della validità e della fattibilità del proprio progetto.

Decisione
E’ il passo successivo, è la scelta di una possibilità rispetto a tante altre che vengono così mese da parte. E’ questa la difficoltà della scelta, il saper abbandonare le altre strade per concertarsi su una in particolare. Spesso, vuol dire saper lasciar andare il passato e avere il coraggio di gettarsi nell’avventura che il futuro riserva.

Affermazione
Siamo solo a metà strada e per non perdere la carica è il momento di rafforzare la fiducia in noi stessi con l’affermazione. Come? Con l’uso di “parole di potere” – affermazioni verbali chiare e precise – da ripetere a se stessi, da scrivere in bigliettini da avere sempre sottomano; con l’uso di immagini, visualizzandosi a progetto già realizzato; con la dichiarazione ad altri delle proprie intenzioni, per rafforzare l’impegno preso.

Programmazione
Una volta chiaro il progetto, verificata la sua attuabilità, definite le collaborazioni giuste, si tratta di riconoscere e stabilire la sequenza giusta per le varie fasi: formulazione, il piano a grandi linee; programmazione, più specifica e dettagliata; strutturazione, con l’esame dei dettagli pratici; fino al progetto pilota, che lo verifica in pratica.

Direzione dell’esecuzione
Ora si tratta non tanto di eseguire, quanto di coordinare efficacemente l’esecuzione, sapendo coinvolgere risorse esterne e interne nel modo giusto. In particolare, questa fase richiede di saper tener conto dei tempi e dei modi sia del corpo che della mente, ma anche di valorizzare altre funzioni psichiche spesso trascurate – come emozione, sensazione e immaginazione -, canalizzando sapientemente tutte le energie psichiche in una unica direzione.

Marcella Danon

Articolo tratto da http://www.lifegate.it/essere/articolo.php?id_articolo=1523

Uno dei ruoli più importanti per un genitore, ma per il quale è meno preparato, è quello di essere di supporto per facilitare i propri figli nella crescita.  
 
 Il modo in cui lo si esprime è spesso il risultato della propria esperienza di vita, e deriva dalle reazioni emotive del momento. Ma forse anche il genitore avrebbe bisogno di imparare come meglio esprimersi nei confronti delle situazioni.

In primo luogo, un genitore dovrebbe rendersi conto che il figlio, per imparare qualcosa di nuovo, di diverso, ha necessità di lasciar andare parte del suo bagaglio presente, altrimenti continuerebbe ad agire come ha sempre fatto, senza progredire.

Il genitore, può facilitare la crescita del figlio stimolando il distacco da ciò che è usuale o abitudinario, creando una sorta di separazione dallo status quo. Un modo per favorire questo distacco è quello di creare un punto di attrazione verso cui dirigere l’attenzione del ragazzo, in sostanza “dipingere un quadro” così attraente del cambiamento a cui non potrà resistere.

A questo punto si può pensare di affrontare un processo trasformazionale: quando il genitore è consapevole di cosa succede all’interno di una crescita può diventare un valido sostegno come educatore. Il genitore può permettere al giovane di camminare sulle sue gambe, evitando il rischio di dare la soluzione troppo in fretta, e magari essere vissuto come pedante e quindi non ascoltato.

In questo modo, inoltre, il genitore riesce ad evocare dal ragazzo le strategie per affrontare le sfide, utilizzando un linguaggio appropriato attraverso il quale esplorare scelte e soluzioni di diversa natura. Tutto ciò senza dimenticare la necessità che il figlio diventi un buon cittadino, non solo che ubbidisca alle regole della famiglia o della società.

Ogni azione educativa è da compiere con un occhio al futuro, non solo al presente. Un occhio rivolto su ciò che il giovane, a sua volta, porterà come contributo all’universo.

Per fortuna esistono oggi scuole dove anche il genitore può imparare a migliorare queste abilità.

Elena Comegna

Tratto da http://www.lifegate.it/essere/articolo.php?id_articolo=1704